Sullo scadimento di qualità e verità nei giornali che sta colpendo anche la parte fotografica avevamo già visto la cosa degli elicotteri sul Giornale, qualche giorno fa.
Stamattina invece mi ha colpito che diversi quotidiani – pubblicando ancora questa foto a illustrazione dei pezzi su Cesare Battisti – abbiano ritenuto di applicare un incomprensibile e assurda “censura” sulle di lui manette: dettaglio marginalissimo e ineludibile, che è stato sfocato in quadratini come si fa con i visi dei bambini che non possono essere mostrati, o per altre ragioni di privacy. Ma in questo caso? È ovvio che sono manette, e i quadratini che possono nascondere? La marca delle manette? E invece finiscono per sottolinearle, l’occhio cade lì, e il lettore si chiede: ma perché?
Poi ho realizzato che probabilmente – forse dopo il caso Carra – una qualche legge benintenzionata deve aver stabilito che i giornali non possono umiliare pubblicamente le persone mostrandole ammanettate. Ma – trovato l’inganno – in redazione hanno pensato di eluderla e obbedirle assieme mostrando l’ammanettato ma non le manette. Come se la norma non riguardasse la realtà delle cose (“non si mostra una persona che sia in manette”) ma la sua apparenza (“non si mostra un’immagine di manette”): e qui si torna agli elicotteri, e alla ormai enorme distanza tra la realtà e la sua immagine giornalistica. E in più, la norma – ammesso che ci sia, come ipotizzo – è comunque palesemente violata lo stesso.
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