Cade la casa sulla cascata

Domanda per il secolo che se ne va: dove si trova la costruzione più importante del Novecento? Qualcuno risponderà nella campagna francese ed è una cappella di cemento armato, e qualcun altro che è poco lontano, nel centro di Parigi: un grande scatolone di tubi, plastica e scale mobili. E non sarà invece in mezzo all’isola di Manhattan, un grattacielo scuro ed elegante, o lontano lontano, in un’isola della baia di Sydney? I più aggiornati indicheranno infine un museo dal balzano aspetto, a Bilbao. Secondo Paul Goldberger, critico del New York Times, l’architettura che riassume il ventesimo secolo non è né la chiesa di Ronchamp di Le Corbusier, né il centro Pompidou di Renzo Piano, né la torre Seagram di Mies e neppure l’Opera House di Jörn Utzon o il Guggenheim di Frank O. Gehry. Per vedere la costruzione del secolo dovrete prendere un aereo, sorvolare l’oceano, atterrare negli Stati Uniti e con un volo interno raggiungere Pittsburgh, in Pennsylvania. Noleggiate una macchina, una di quelle familiari americane coi riporti in simil legno, e guidate a sud per un paio d’ore in mezzo agli Appalachi fino a dove il torrente di Bear Run forma una piccola cascata, quasi al confine con il West Virginia. Ecco qua: c’è una casa sopra la cascata.

Fallingwater, la casa sulla cascata, venne progettata da Frank Lloyd Wright nel 1936 per i weekend della famiglia Kaufmann, ricchi proprietari di grandi magazzini a Pittsburgh. Bruno Zevi, titolare della memoria wrightiana in Italia, la descrive così: “Si libra sopra una cascata, tra le colline della Pennsylvania, incastrandosi alla formazione rocciosa. Apoteosi dell’orizzontalità, con gli sbalzi impressionanti del soggiorno e delle terrazze”. E Kenneth Frampton, altro grande storico dell’architettura: “il trattamento a sbalzo era stravagante fino a rasentare la follia, un agglomerato di piani miracolosamente sospesi nello spazio, posti in equilibrio a varie altezze”. La casa sulla cascata ha sbalordito per decenni osservatori, architetti e visitatori, sommando la bellezza dell’inserimento nell’ambiente naturale, all’ardimento e l’equilibrio dei suoi volumi. Nel 1991 l’Istituto Americano degli Architetti l’ha eletta la più importante costruzione degli Stati Uniti.

Da quando venne ceduta al Western Pennsylvania Conservancy nel 1963, Fallingwater è stata visitata da quasi tre milioni di persone. Se davvero ci andate, quest’estate, preparatevi a trovarci altre quattrocento persone: tanti sono i visitatori in un giorno medio. Ma è un dato che il WPC oggi riferisce con qualche preoccupazione. Perché la casa sulla cascata sta crollando nel torrente su cui si è librata per sei decenni.

Le opere in cemento armato che hanno precorso la fortuna di tale tecnica hanno presto mostrato guai e deterioramenti che le hanno costrette a restauri precoci, e che non hanno risparmiato i grandi capolavori del’architettura contemporanea. Gli studi erano pochi e giovani, le cautele ancora tutte da inventare, ma non ci volle molto ad accorgersi che il tempo, l’usura, l’umidità, il clima, incidevano in maniere nuove e rapide sulla salute dei nuovi espedienti e dei nuovi materiali, delle armature, degli infissi e delle parti metalliche, del calcestruzzo stesso. A Fallingwater fu necessario sostituire le vetrate, rifare le coperture, rimuovere l’amianto, rifare alcuni impianti e gli infissi in metallo: altre parti sono corrose e da sostituire, i gradini che scendono al torrente vanno ricostruiti. Ma da tempo i conservatori della villa fronteggiano un rischio maggiore e strutturale, che non è più possibile ignorare. Nell’angolo sudovest, “gli sbalzi impressionanti delle terrazze” si sono abbassati di 17 centimetri, col cedimento dell’armatura che li sostiene. Si sono aperte crepe, la pressione ha schiantato il vetro delle finestre, alcune porte non si chiudono più. Al centro del soggiorno un buco scavato nel pavimento permette di vedere le crepe del calcestruzzo. Da qualche tempo, alcuni puntelli sostengono la terrazza appoggiandola sulle rocce sottostanti, per evitare ulteriori abbassamenti.

La casa sulla cascata è malata della sua bellezza e l’ardire del suo creatore rischia di rivoltarlesi contro. Secondo il notiziario degli Amici di Fallingwater il problema nasce “dall’insufficienza dell’armatura del calcestruzzo nelle terrazze, costruite conformemente alle istruzioni di Wright”, che volle vedere dove si poteva arrivare con una tecnologia e degli elementi nuovi, e lo fece come aveva sempre fatto, privilegiando il risultato estetico rispetto alla rigidità strutturale. Nessuno degli studiosi che lo scorso 10 aprile si sono riuniti al capezzale del malato nasconde che la visione artistica di Wright abbia spesso trascurato i dettagli funzionali. “Era in anticipo rispetto ai suoi tempi, un innovatore. Che la pioggia filtrasse all’interno era secondario: tutto quel che cercava era l’espressione artistica”, dice l’architetto Pamela Jerome, del team niuiorchese che sta studiando il restauro. Si racconta che quando un cliente chiamò per lamentarsi che pioveva dal tetto sul suo tavolo da pranzo, Wright gli rispose di spostare il tavolo. Se Fallingwater si è salvata finora, lo si deve alla prudenza dell’impresa costruttrice che raddoppiò le armature a sua insaputa.

Per restaurare Fallingwater e sottrarla al castigo di pilastri o sostegni, sarà approvato il progetto dell’ingegner Robert Silman: prevede di forare le travi per tendervi dei tiranti ancorati alla roccia. Al completamento dei lavori saranno necessari due anni e una spesa di oltre sei milioni di dollari. Ma nel frattempo un altro grido d’allarme si leva dal Frank Lloyd Wright Conservancy: “Un edificio su cinque di quelli progettati da Wright è stato demolito”. Sul sito web dell’organizzazione sono elencate le altre costruzioni a rischio, alcune delle quali possono essere salvate acquistandole dai proprietari. E comprare la William Cass House a Staten Island, quattro camere, tripli servizi e arredi originali, pianoforte e biliardo, con vista sul porto di New York viene a costare poco meno di un milione di dollari.