Appunti su Dave Eggers, il più grande scrittore americano vivente

DE
È il più grande scrittore americano vivente? Verificare (più di De Lillo?).
Biografia.
Trent’anni. Nato e cresciuto a Lake Forest, un ricco sobborgo di Chicago. I genitori muoiono di cancro a poche settimane l’uno dall’altro quando ha ventun anni. Un fratello e una sorella più grandi. Un fratello più piccolo a cui fa da padre da che restano orfani. Si trasferiscono a Berkeley, e successivamente a Brooklin. DE fonda la rivista satirica Might e poi quella letteraria Mc Sweeneys, e disegna cartoons per il San Francisco Weekly. La parte che segue la morte dei genitori è raccontata nel suo unico romanzo, “La struggente opera di un formidabile genio”, pubblicato nel 2000.
Struggente Opera
Autobiografia di qualche anno di DE. LOSDUFG inizia con le successive morti dei genitori di Dave, che rimane solo con Toph, di sette anni. La storia è quella del loro rapporto seguente e della loro condizione di orfani: Dave è padre, fratello maggiore, coetaneo, amico, istitutore, di Toph. Gliene succedono di strane e buffe di molti tipi.
Pubblicato nel gennaio 2000. Paperback un anno dopo, con seconda copertina (in tre versioni diverse) capovolta dalla parte opposta, a introdurre gli “Sbagli che sapevamo di fare”: puntualizzazioni, variazioni e considerazioni su LOSDUFG, dopo il suo successo.
Edizione italiana aprile 2001, traduzione della prima versione. Traduzione buona, con rari inciampi (football è tradotto con calcio, nota Christian).
Vendite
200mila dell’originale, arrivato quarto nelle classifiche di vendita. Previsto un milione per il paperback, primo da alcune settimane, oggi.
Decostruzione di un libro
LOSDUFG contiene, in quest’ordine: una pagina colophon piena di considerazioni e dati anomali, tra cui un grafico sull’orientamento sessuale dell’autore; una pagina di “Regole e suggerimenti per l’apprezzamento di questo libro”; una prefazione che cita testuali tutte le “omissioni” compiute sul testo che segue, e le epigrafi eliminate “perché l’autore non si sente il tipo che usa delle epigrafi”; un indice; una sezione di ringraziamenti tra i cui destinatari ci sono la NASA, la Marina Militare degli Stati Uniti, il fratello Toph (con indicazione della pronuncia del nome Toph) e che include l’ammissione che l’autore non sta bene vestito di rosso e “fino all’anno scorso pensava che Evelyn Waugh fosse una donna e George Eliot un uomo”; seguono, nella stessa sezione, un “Aneddoto”, un’offerta di una versione digitale del testo a chi spedirà all’autore la sua copia del libro, alcune riserve sul titolo, un’ammissione di aver votato per Ross perot nel 1996, considerazioni sulla scelta di scrivere un libro sulla morte dei propri genitori e sulle sue implicazioni, un elenco degli aspetti psicoanalitici di questa scelta e un grafico che li comprende, una contabilità dei guadagni e delle spese connesse al libro, una promessa di dividere i guadagni con i primi 200 lettori che spediranno all’autore una propria foto in cui compaia il libro, meglio se anche con bambini con la lingua particolarmente lunga o mentre sfregano la copertina sul dorso di un panda, una “guida incompleta ai simboli e le metafore” contenute nel libro, un disegno di una spillatrice.
Altrettanti cotillons fanno parte degli “Sbagli”, tra cui tre copertine diverse, delle “cose da tenere a mente”, una planimetria della posizione delle canoe dell’autore e dei suoi amici prima che apparisse una balena, tre pagine in corpo 5.
McSweeney’s
La rivista McSweeney’s esiste dal 1999, a cadenza variabile. Viene aggiornata su internet quasi quotidianamente. Ospita pezzi di DE con vari pseudonimi e di altri autori. Ci hanno scritto Foster Wallace, Zadie Smith e Jonathan Lethem. Ha cominciato a pubblicare libri dei suoi autori, consegnado loro il 100% dei guadagni: quello che ha avuto più successo è la raccolta di parodie scritta da Neal Pollack. L’impronta di DE è ovunque, prosperano gli elenchi o i racconti in forma di schema. Tra i titoli, “Karl Marx e Laetitia Casta, vite parallele”, “Anche se non ne sono certo, ho il sospetto che questa diva di Hollywood che sto intervistando sia sfiorata dal pensiero di fare del sesso con me”, “Nomi, vita e tipo di morte delle rane acquatiche africane che ho allevato”, “Il giorno che Gesù andò a un Happy Hour”, “100 modi per avvicinarsi all’infinito”, “Interviste con guidatori di camion”. Ospita diverse rubriche, tra cui una pagina diClarifications, in cui DE corregge ed emenda quello che viene pubblicato su di lui e su McSweeney’s.
È appena uscito il numero 6, con allegato un cd di musiche ispirate dagli articoli (Philip Glass e They Might Be Giants tra i coinvolti). McSweeney’s è stampato in Islanda. Gli abbonati lamentano ritardi e mancanze nella consegna.
Genio
C’è una cosa di fondo che lega le molte acrobazie letterarie, le trovate, le situazioni divertenti, le soluzioni originali, mi pare. Eggers cerca di capire le regole delle cose, di smontarne i pezzi e di metterli in ordine, per mostrarli in un modo diverso e più semplice. Si tratti della condizione di neo-orfani, del suo diventare un padre per Toph, del come si fa un libro, di cosa è un’intervista, di cosa è un racconto. Ne esce un minimalismo umoristico innescato da questo procedimento di smontaggio.
Mani avanti
Eggers sa individuare le pecche del suo libro e del suo scriverlo. Le anticipa nell’introduzione. Mette in bocca a Toph le obiezioni possibili. Addirittura anticipa le obiezioni a questo stesso procedimento. Invece di risolverle, le introduce nel libro, le rende parte dell’opera.
Holden
C’è qualcosa di Holden? Senz’altro nella nota biografica, il riferimento al “non possedere animali”, opposto a quello della prima edizione salingeriana. C’è qualcosa di Portnoy, anche, e di David Foster Wallace.
“The J.D. Salinger of Generation X” è una definizione di DE dell’Observer, marzo 2001.
Ironia.
Negli “Sbagli” Eggers critica chi ha definito il suo libro ironico. Io stesso l’ho fatto. La sua argomentazione allude a un comune uso improprio dell’espressione ironia come sinonimo di umorismo, e di ironico come sinonimo di divertente. Comunque, è una parola che non sopporta.
New York Times
DE vive a Brooklyn e ha rapporti conflittuali col New York Times, con cui di tanto in tanto collabora. Alcune rubriche del NYT sono state prese in giro da McSweeney’s, e anche la severa critica Michiko Kakutani, che però ha poi scritto cose ottime di LOSDUFG e di DE. Lunga e tosta polemica con David Kirkpatrick nel marzo 2001. Kirkpatrick gli chiede un’intervista, insistendo e adulandolo a lungo. Lui acconsente solo dopo molti rifiuti e controvoglia. Dà interviste solo per email. Chiede esattezze e verifiche. È maniaco delle parole, e odia le approssimazioni sui giornali. Kirkpatrick obbedisce e lo asseconda con correttezza, ma un ritardo di qualche ora impedisce a DE un’ultimo controllo sul pezzo, che esce con qualche aneddoto falso o sbagliato e con qualche citazione del suo pensiero un po’ forzata. Irritatissimo, lamentando il “tono” secondo lui prevenuto del pezzo, pubblica tutto il carteggio sulle Clarifications di McSweeney’s, malgrado le richieste del giornalista di non farlo, sostenendo che questo gli insegnerà a diventare migliore: Kirkpatrick ci fa una figura da leccaculo, DE da fanatico megalomane.
Pochi giorni dopo, l’intervistatore di Isthmus, terrorizzato, ha pubblicato integralmente le risposte ricevute via e-mail da DE, benchè di una lunghezza sterminata.
La vicenda Kirkpatrick ha alimentato articoli e reazioni della stampa e dei siti di mezza America.
Pollack
Neal Pollack, che si è fatto largo su McSweeney’s con le sue parodie di autori celebri, ha aggiunto in coda alle Clarifications una presa in giro di DE stesso e della querelle Kirkpatrick, esilarante.
Altri media
Quando Tina Brown lasciò il New Yorker, circolò per un po’ l’incredibile nome di DE per la direzione.
DE ha intervistato Mark Eitzel degli American Music Club per Salon. Ha diretto sezioni di Salon e scritto per Slate.
DE ha recensito sul NYT nel 1999 un libro sull’adozione di un bambino da parte di un padre single e sempre nel 1999 ha pubblicato su Time un racconto di viaggio da Cuba.
Ruvido
DE sembra avercela con i giornalisti. Li evita come la peste. Recalcitra di fronte a richieste delle maggiori testate. L’articolo “Sono-stato-maltrattato-da-Dave-Eggers” è diventato un genere giornalistico. A DE piace “divertirsi” e inventare cose nuove. Quindi è annoiato anche dal continuare a parlare di LOSDUFG o delle cose che racconta. “Ogni volta che mi capita di sfogliarlo ci trovo degli errori”. Forse ci fa, ma ne esce un geniale snob arrogante ed egocentrico.
Questione
DE ha licenziato la sua agente e lei lo ha denunciato. La notifica gli è stata consegnata a una presentazione pubblica. Lui l’ha persa. Ha scritto una pagina du McSweeney’s per denunciarne la scomparsa e chiedere aiuto. Sulle ragioni dellla querelle soldi, pare  DE è permalosissimo e sono state una delle questioni con il pezzo del NYT.
Islanda
“Non è vero che risparmiamo stampando McSweeney’s in Islanda. Anzi è molto più costoso. Stampiamo in Islanda perché la nostra tipografia in Islanda è un’ottima tipografia” (Clarifications, su un pezzo del Village Voice). L’errore è stato ripetuto dal Corriere della Sera, il 24 aprile 2001.
Miei contatti con DE
Nel 1999 scrivo a DE per un articolo sulle riviste online, a proposito di McSweeney’s. Mi risponde immediatamente e diffusamente.
Nel 2000 scrivo a DE per un pezzo su LOSDUFG. Gli faccio domande poco convenzionali, sul libro e sulla sua vita. Lui risponde a tono, è spiritoso, mescola balle e cose vere. Io gli chiedo di essere un po’ più chiaro con i lettori, lui mi risponde “o facciamo a modo mio o niente”, e finisce lì. Lui ha ragione, ma io mi trovo con niente di pubblicabile.
Nel 2001 gli scrivo per un pezzo sull’edizione italiana di LOSDUFG, facendo delle considerazioni sulla sua querelle con il NYT (vedi), facendo attenzione a non scrivere niente che non fossi disposto a veder pubblicato. Lui mi risponde che è contento di sentirmi, che non ha più voglia di parlare della cosa del NYT, che quindi non ha letto quello che gli ho scritto, e chiede di scusarlo. Spera che io sta bene e dice che Schnabel era entusiasta di come l’avevo aiutato con il film in Italia, che io sono “il migliore”. Io non ho mai avuto niente a che fare con Schnabel, che immagino essere lo Schnabel che ha vinto a Venezia, e gli scrivo che mi ha confuso con qualcun altro. Più nessuna notizia.
Stalking
C’è uno che si chiama Gary Baum che tiene su internet una rubrica, “FoE” (allude a una specie di lobby letteraria che farebbe capo a McSweeney’s, Friends of Eggers), in cui da un anno segnala, piuttosto criticamente e sarcasticamente, tutto quello che ha a che fare con la moda DE (lo chiama “The Dave”). Una rassegna stampa e web  “Eggersiana” – di decine e decine di segnalazioni, recensioni, polemiche, fesserie che riguardano DE. Effettivamente, a leggere FoE, sembra che gli USA e il web non parlino altro che di DE.
Baum ha 17 anni e pare che esista, benchè alcuni abbiano seminato il dubbio si tratti di una produzione dello stesso DE. Il suo progetto di seguire un “pop culture phenomenon” è diventato a sua volta un pcp, citato su siti e giornali (ripresi poi da FoE).
Fans
“Eggers è diventato una di quelle celebrità che una volta prendeva in giro” ha scritto il National Post. Va ovunque a parlare del suo libro e la gente resta fuori dalle sale gremite. A San Francisco, alla City Lights di Ferlinghetti, dicono non venisse tanta gente dai tempi di William Burroughs. Lui inventa uno show diverso ogni volta. Fa leggere regole antincendio a un pompiere. Organizza gare di haiku tra il pubblico. Afitta un bus e porta tutti in un bar dove offre da bere tutta la sera. Chiede alle persone di scambiarsi di posto. Legge le cose più bislacche. DE è “carino”, nel senso in cui le ragazze lo dicono di un trentenne dall’aspetto giovane. Le ragazze gli urlano di spogliarsi, alle presentazioni.

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