“Sono venuto a trovarti qui, in terapia intensiva. Ti avevano legato al letto. C’erano tubicini che entravano e uscivano. E bende bianche intorno alla tua testa”. Siete di quelli che la-musica-deve-mettermi-buonumore? Lasciate perdere. Ma se ce la fate, l’istante in cui la strofa diventa ritornello – se una parola che finisce in -ello può essere associata a questi versi – e il tono e il ritmo cambiano, e lui dice “sono una talpa, che sbuca la testa sulla superficie della terra”, quell’istante lì, è una cosa bellissima, in questo disco.
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