Magari è un falso

“È meschinissimo girare attorno ai fatti propri quando il mondo va come va. Lo faccio lo stesso, ho lasciato che si accumulasse troppa polvere sulle mie ciabatte. Le scuoterò un po’. Oggi sarà solo divertente. Dunque nel Magazine del Corriere dello scorso 2 settembre, Claudio Sabelli Fioretti intervistava Gianni Vattimo. C’era una domanda anche per me. “Hai suscitato la reazione degli amici di Sofri quando lo invitasti a rifiutare la grazia se fosse arrivata da Berlusconi”. Risposta di Vattimo: “Mi hanno coperto di ingiurie. Ma io dicevo semplicemente: vuoi la grazia? Chiedila! Ma se pensi che non sia giusto chiederla, perchè vuoi accettarla gratis da Berlusconi con l’intercessione di Giuliano Ferrara? Sarebbe il massimo della turpitudine umana. Condivido una cosa che scrisse Rossana Rossanda: “Liberatelo, che almeno poi possiamo criticare le sciocchezze che scrive”. Io non leggo quasi più le sue cose sulla Repubblica. Sembra il Papa”. Così Vattimo, piuttosto severo. Dov’è la cosa divertente? Bè, io ho qui una lettera manoscritta che trascrivo fedelmente: “5/7/04 Caro Sofri, continuo con il tu, anche se l’ultima volta è stata una lettera con echi negativi (non so da parte tua, ma dei ’tuoi’ sì, troppo). Volevo solo dirti che ho letto il tuo articolo su Repubblica di oggi, quello sulla mortalità, e anche, modestamente, come filosofo l’ho trovato bellissimo, e vorrei averlo scritto io. Coraggio, auguri, un saluto molto cordiale (e amichevole) dal tuo Gianni Vattimo”. Divertente, no? Magari è un falso”. Adriano Sofri, Piccola Posta

Il Foglio