Interpretando la parola docenza

Vi ricordate la questione della docenza del viceministro Micciché? Ve la ricordo io, con questo post del 16 ottobre 2002:

Promemoria per l’azione di governo
Con tutte le cose che il ministero dell’Economia deve correggere, capisco che ci siano delle priorità. Ma l’altra sera a Otto e mezzo si è ricordato al viceministro Miccichè questa cosa, che riporto dalla sua intervista al Foglio del 7 agosto: "che sul sito Internet del ministero si spaccia per docente universitario e invece non ha nemmeno uno straccio di laurea. "Ecco, per questo sì che provo vergogna. Quando l’ho saputo, e l’ho saputo purtroppo dai giornali, ho cominciato a gridare. Tanta era la rabbia. Perché chi ha scritto quella cosa l’ha fatto certamente male interpretando la parola docenza e comunque credendo di farmi piacere. Ma mi ha fatto un danno enorme. Io odio i millantatori e se avessi voluto diventare un professore avrei fatto di tutto, intanto, per laurearmi. Comunque questa storia della finta docenza mi ha mortificato perché qualcuno del mio staff ha fatto un errore ben preciso e io me ne assumo per intero la responsabilità".
Visto che la sua "docenza" lunedì era ancora al suo posto, Miccichè ha gentilmente ri-promesso "domani la faccio togliere". Ma se ci tiene così tanto, non importa


Sul sito del Ministero c’era allora scritto questo:

“Dal 2001 è, poi, Docente di “Politiche di sviluppo e pianificazione delle opere pubbliche nelle aree deboli” nel Dottorato di Ricerca in Trasporti, nell’Università di Reggio Calabria”.

Ed ecco cosa c’è scritto oggi sulla stessa pagina curriculum:

“Dal 2001 è docente a contratto di “Politiche di sviluppo e pianificazione delle opere pubbliche nelle aree deboli” all’interno del Dottorato di ricerca in Trasporti dell’Università di Reggio Calabria.”

Tesoro.it

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