Book of love

“Shall we dance” è un film così esile e povero che non ti viene nemmeno da dire che sia brutto. Sembra una commediola pakistana degli anni cinquanta, un Dirty Dancing per la terza età, senza un’invenzione che sia una, un dialogo degno, una briciola di ironia. No, anzi, un’invenzione c’è: è copiare tal quale la scena finale di Pretty Woman, in peggio. Per il resto, sembra scritto da un software mediocre.

Comunque, siccome alla fine davvero non è brutto, è troppo poco per essere brutto, è povero, ti rendi conto di quanto valgono due divi di Hollywood (J.Lo. è imbarazzante) e una gran canzone di Peter Gabriel, che Dio lo perdoni