La solita malferma esibizione di severità di Romano Prodi di oggi – Adesso basta battute, ha detto ai radicali fuggendo spaventato dal loro bluff: e subito dopo ha peraltro fatto un paio di battute – richiede che si dica qualcosa su questuomo. Che vede la propria leadership dellUlivo – o come si chiama adesso – come una specie di sua generosa elargizione alle folle disperate e plaudenti. E che quindi chiede a chiunque patenti di sottomissione a un programma che non cè se non nei suoi umori mattutini.
Quando Prodi dice – come ha detto – sono contrario ai referendum sulla legge 40, questo obbedisce a un programma comune dei partiti che lo sostengono? Si è visto di no.
Quando Prodi dice – come ha detto – matrimonio e famiglia possono riguardare solo un uomo e una donna, esprime una posizione che è nel programma comune dei partiti che lo sostengono? Si spera di no, e comunque no, non esiste una posizione univoca in questo senso.
Allora con quale limpidezza si pretende di chiedere ai radicali una disciplina preventiva e inderogabile a un fantomatico programma, quando questo programma non solo è lungi dal definirsi univocamente e universalmente – sarebbe impossibile – ma lo stesso leader della coalizione ritiene di comunicare un giorno sì e uno no sue posizioni personali del tutto disallineate da una visione comune?