Dell’appaiar scarpe spaiate

Al direttore – Ieri un lettore del Foglio le ha chiesto: “Ammesso davvero che volessero far fuori il Papa, come si può ancora pensare che i vari Andropov, Kgb e servizi bulgari, fossero così derelitti al punto di affidare una missione tanto delicata a un coglione solitario dalla mira incerta?”. In un editoriale del 16 luglio 2003 sugli americani in Iraq, lei invece concluse: “C’è poi un paradosso formidabile. Se sono così delinquenti e bugiardi perché non hanno segretamente portato qualche barile d’antrace e qualche etto d’uranio arricchito in loco?”. La sua risposta di ieri. “Tendiamo sempre a pensare che la storia sia un orologio svizzero, invece è una scarpa spaiata”. Mi pare saggia in entrambi i casi. Saluti, Luca Sofri

Risposta del Direttore

Ironia sapida, in verità, e ho una sola possibile risposta: il proiettile, per il miracolo di una scarpa spaiata, fu deviato, le armi non furono trovate esattamente per lo stesso equivoco calzaturiero. Il Kgb non calzò la scarpa, la Cia neanche. Ma non so se funzioni (il pedante congiuntivo è per Filippo Facci).

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