Blair Witch Project, Twin Peaks, Jurassic Park, The Beach, e anche il vecchio I sopravvissuti, di cui scrissi qui qualche tempo fa (quello sceneggiato inglese fantastico degli anni Settanta sui superstiti di un’esplosione nucleare). Si possono individuare queste e un’altra decina di discendenze nell’invenzione di Lost, che viene trasmesso da due settimane su Fox dopo aver guadagnato successo e fans negli Stati Uniti, dove è trasmesso dalla ABC (la stessa rete di Desperate Housewives, che quest’anno con le serie tv ha fatto il botto).
C’è un incidente aereo, ci sono alcune decine di sopravvissuti su un’isola deserta, c’è un pericolo misterioso e ci sono le tensioni e le complicità tra i personaggi. Sullo sfondo di mari blu blu, cieli blu blu e foreste verdi verdi. Per non parlare degli orsi polari a merenda.
Non ha il rigore e la tensione di 24, e non ha l’inventiva e l’originalità di Desperate Housewives. Ma il bello di Lost è che è di nuovo una gran serie d’avventura, che non se ne vedevano da un pezzo. Adesso, se ci pensate, vediamo solo sit-com in cui i protagonisti al massimo si spingono in giardino, o storie di azione urbana scritte per sembrarci più vicine possibile alle paure correnti: guardie e ladri, e poco più. Qui c’è l’avventura straordinaria, in luoghi straordinari, con paure straordinarie. Se vi par poco.
Vanity Fair
Luca, lo sceneggiato inglese, che rivela la nostra non tenera età, raccontava di un gruppo di sopravvissuti a una pandemia, non a una guerra nucleare (se ricordi la sigla, cera proprio la rievocazione, col paziente zero che si sente male nella hall di un affollato aeroporto internazionale e contagia i presenti, che poi si disperdono ai quattro angoli del globo). Ciao, Fabrizio
Hai ragione, ho confuso con The day after.
Grazie, L.