Lots of Lost

Non voglio fare il guastafeste – ho comunque visto la dodicesima pallosissima puntata, ieri – ma noto che nel pezzo del Corriere su Lost è stato messo su “max” il regolatore di entusiasmo, con alcuni balzani risultati:

«I dialoghi conferiscono ai personaggi profondità emotiva»

“il cast incredibilmente internazionale”

“la rockstar sulla via del tramonto che ha rinunciato alla musica, preferendole i «lustrini» della droga”

“Nell’America del revival religioso senza fine, la miniserie ha letteralmente stregato il pubblico con le sue metafore, simboli e presagi mistici. Persino il mostro, che si sente ma non si vede mai, è l’allegoria perfetta della bestia che minaccia la civiltà umana e si annida nell’angolo più recondito di ognuno di noi”

Corriere.it