A nome di coloro la cui vita è definita da cataste di giornali, pile di fogli A4, mucchi di fotocopie, decine di post-it, foglietti volanti e cose scribacchiate ovunque, appunti sparpagliati, bookmarks, rubriche di carta e digitali, agende, note nel cellulare, SMS conservati, archivi incompatibili, email introvabili, sto testando Backpack, di cui ho appena letto sul Wall Street Journal. È un servizio online di appunti e memorandum: può essere del tutto inutile, può cambiarmi la vita, ancora non lo so. Il fatto che sia online – e non un software sullhard disk – ha per me unattrattiva: che è sempre consultabile ovunque mi trovi con una connessione internet e non abbia con me uno qualsiasi dei mille elementi enumerati sopra. I gestori aggiungono la possibilità che vi abbia accesso anche qualcun altro che vi interessa intervenga sui vostri promemoria, ma questo a me invece inquieta, per cui per ora non ne faccio uso. La registrazione è gratuita per un numero limitato di spazio, che per ora mi è sufficiente. Può ospitare fotografie, links, immagini varie, files. Mi pare abbia maggiori versatilità di quelle che sono in grado di capire per ora, vedremo
Backpack, Wall Street Journal