Niente da fare neanche stavolta

Al direttore – La legge 40 che vi ritroverete voialtri prepotenti sarà il classico caso di marito che se lo taglia per fare dispetto alla moglie, anzi ben oltre il significato metaforico originale. La sua (di Lei, Direttore) conversione all’astensione – oltre che fare di necessità virtù inventandosi un vittimismo inedito – è invece riconducibile esattamente alla vecchia tradizione del fine che giustifica i mezzi. Lunedì sera tirerete fuori gli striscioni e le trombe, avrete degli orgasmi multipli – fecondi, immagino – direte “cicca cicca cicca” a quelli che vi stanno antipatici, e il giorno dopo vi troverete evirati di una legislazione decente su una questione che con la prevalenza della tecnica, con l’eugenetica, con l’Illuminismo, e con la destra e la sinistra non c’entra niente. Non ho mai letto – mi è sfuggito? – in un suo editoriale un accenno alla questione del numero degli embrioni o della regolamentazione della fecondazione eterologa, che è ciò di cui si doveva discutere. Si trattava di fare una cosa buona, e voialtri prepotenti avete parlato d’altro. Non mi fraintenda – trovo sempre noiose e stupidine le pretese di rinfacciarle un suo antico o sopravvissuto comunismo – ma l’idea della salvaguardia dell’avvenire dell’umanità a costo di calpestare il presente degli umani, mi ha qualcosa di seccante. Con paziente affetto. Luca Sofri

Risposta del Direttore

Con paziente affetto, registro che, a parte il preziosismo encomiabile in finale (“mi ha qualcosa di seccante”), il resto della lettera è un carlino di propaganda e luogocomunismo speso male dall’alto di una notevole e saccente ignoranza del problema. Meglio il comunismo senza luogo, insegna per lo meno a studiare.

Il Foglio

Un uomo da bruciare