Questa è la formula tipica che si usa in casi come questo, quando si assolve uno accusato di aver bruciato un teatro dopo quattordici anni, e prima lo si era anche condannato, e de era passato per quattoridici anni come lincendiario del teatro. Che è come dire che se in ospedale vi amputano la gamba sbagliata e poi ve la riattaccano è la prova che la sanità funziona.
Comunque, vorrei avere a disposizione linterrogatorio di Pier Paolo Stefanelli compiuto durante quellinchiesta sul rogo del Petruzzelli di Bari: la pubblicò lUnità, allora, come esempio di orrore indagatorio. Una pagina indimenticabile. Stefanelli era malato terminale di AIDS e chi lo inetrrogava sembrava pretendere di fare sia le domande che le risposte, approfittando della sua condizione.
Ho trovato solo uno stenografico di una seduta della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, a proposito delle parole che Vittorio Sgarbi usò per qualificare quellinterrogatorio, di cui è citato solo uno dei molti impressionanti momenti:
che i due magistrati andavano «arrestati»; che avevano commesso una «maialata» durante l’interrogatorio di Pier Paolo Stefanelli, malato terminale di AIDS, nel promettergli di farlo spostare da dove stava e di farlo avvicinare a Bari se avesse loro detto il nome di «quella persona»; che avevano utilizzato un «linguaggio mafioso»; riferendosi alla seguente parte dell’interrogatorio dello Stefanelli: «dai, ti faccio spostare a Bari se riusciamo a capirci (…), ti ricordi questo nome, ti faccio portare, ti prometto e sai quando dico una cosa io la mantengo, ti faccio portare a Bari»
Camera.it, ADNKronos