Per fatto personale

Il consueto distacco nel tratteggiare le doti dei giudici milanesi da parte dei cronisti di Repubblica ha dimenticato oggi un titolo del curriculum del presidente Manlio Minale: “Conservatore, lavoratore accanito, inflessibile e riservato al limite della scontrosità”, ma anche “giudice nel processo di primo grado che condannò Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani, con una sentenza che fu poi sconfessata e annullata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione perché giudicata priva di riscontri”

Repubblica