Guardo la copertina di questo nuovo cd di Barbra Streisand e sono avvolto da una tenerezza infantile. Mi viene anche un po’ da ridere. A me Barbra Streisand sta simpatica. Intanto non si è mai rifatta il naso. E poi con la voce che ha, ha cantato cose egregie: non occorre essere gay per volerle un po’ bene. The way we were, anche perché stava in quel film meraviglioso, è una delle mie canzoni preferite, assieme a Autogrill di Guccini (che c’entra?, direte voi; niente, appunto). Lei continua a fare dischi, qualcuno in America continua a comprarseli, e noi ormai abbiamo le nostre vite. Ma a vederla lì, su questa copertina, incollata di nuovo alla guancia di Barry Gibb 25 anni dopo quella epocale baracconata di Woman in love, vestiti che potrei incontrarli domani alla mensa Rai (non avete idea di chi passi, alla mensa Rai), un po’ mi commuovo. Come eravamo
Vanity Fair