Avendo di Rolli qualche stima in più che non dellonorevole Vito, a cui avevo sentito ieri rinnovare il ragionamento, scrivo qui delle cose che mi sembrano comunque un po banali.
Nello sconclusionato dibattito sulla satira e sulla censura (termini entrambi che andrebbero cancellati dal vocabolario fino a che non sia dimenticato il loro strumentale uso corrente, divenuto per definizione rispettivamente positivo e negativo in senso assoluto), uno degli argomenti più vani che si sentono è quello che mette a paragone ciò che riguarda il centrodestra con ciò che riguarda il centrosinistra.
Si dà il caso, segnalo qui, che il primo si trovi oggi al governo del paese. Sono quelli che comandano, per capirsi. Legittimamente, che hanno vinto le elezioni: ma che i due ruoli di maggioranza e opposizione non siano interscambiabili dovrebbe essere chiaro.
È come se un pugile si lamentasse di avere ricevuto più cazzotti di un tennista.
E allora, non ha nessun senso (se non paraculo) dire si fa più satira su Berlusconi che non su Prodi; oppure Berlusconi ha chiesto che si facesse fuori Santoro, ma anche Fassino si è lamentato del Corriere.
Si dà il caso, ripeto, che eccetera eccetera. Mieli non è stato allontanato dal Corriere stamattina, dopo le lamentele di Fassino. E Prodi non è in questo momento concretamente in grado – poi vedremo, ma con tutta la stima non credo ce la farà – di fare tutte le fesserie che fa Berlusconi.
Certo che ne scrivo di cose geniali e rivelatrici, eh?
Rolli