Cioè, spiegatemi, pure uno dotato del senso dell’umorismo come Michele Serra si indigna trombonescamente in prima pagina perché Eros Ramazzotti è stato cafone quando l’hanno fatto commendatore? Michele, facevi Cuore, ti ricordo.
Wittgenstein, con altrettanta solennità e pompa, si schiera allora con chiunque che nel 2006 venga insignito del titolo di “Com-men-da-to-re” (già fa ridere) e vada al Quirinale, metta i piedi sul tavolo, tiri i capelli ai corazzieri e si soffi il naso nei tendaggi damascati. E che diamine!
È un paese sbroccato che pensa di salvarsi in ciance dietro ai simboli più laterali (a un referendum per l’abolizione di titoli onorifici, Serra avrebbe votato per il mantenimento?), che ha perso anche la capacità di apprezzare la sincerità di uno che arriva, guarda la grancroce e dice che è brutta. Siamo diventati difensori pure del titolo di commendatore, che il Cielo ci perdoni: domani protesteremo perché qualcuno si è appoggiato a un semaforo, recando grave offesa alla patria gestione dei trasporti.
Siamo nelle mani di Eros, per trovare un po’ di leggerezza: dimmi tu. Spero che mentre usciva dal portone del Colle qualcuno gli abbia dedicato un “Commendatooooreeeeee?!!! Prrrr…!”, e che lui si sia fatto quattro risate. Almeno lui
(quanto al paragone con i Beatles, ricordo a Serra che John Lennon il suo MBE lo rimandò indietro con un messaggio piuttosto irriguardoso nei confronti della regina)