È solo un alito di vento, ma è un alito di vento

Ok, alcune scene di trionfo sono state imbarazzanti. Non sono sospettabile di indulgenza nei confronti dei leader del centrosinistra: il risultato non ne dimostra particolari grandezze. Non ci piove. Lo stesso, suggerirei ai comprensibilmente addolorati sostenitori del centrodestra di non indulgere in analoghe cadute, pretendendo di trasformare in sconfitta quella che sulla carta e di fatto è una vittoria, per quanto deludente e piena di complicazioni. Se si deve dire chi ha vinto, ha vinto il centrosinistra, comunque la si spieghi. Se si deve dire chi torna a casa con più pive nel sacco, quello è il centrodestra. Se si deve dire quale governo non avremo nel prossimo futuro, quello è un governo Berlusconi. È la sola, e saliente, certezza. L’avevo scritto già ieri, si vince anche con lo 0,1, e con lo 0,1 si è vinto. La storia è fatta di aliti di vento, e si diventa campioni del mondo di basket per un tiro all’ultimo secondo un millimetro più in qua o in là. Bazzeccole, eppure si è campioni. Da un attimo dopo la sirena, e la storia è chiusa. Si discuterà di com’è andata e di cosa cambiare per non arrivare a quell’ultimo secondo, ma lo fanno i vincitori, non gli sconfitti.

Ma se non bastasse a voltare pagina, ricordo il caso Bush e suggerisco di trattare questo risultato come la prima vittoria Bush: concitata, per un pelo, assai più controversa di questa, e lo stesso una vittoria con tutte le conseguenze del caso (e che conseguenze!), i cui termini sono diventati indifferenti dopo una settimana.

Da domani, i confronti si fanno su altro. Le elezioni, le ha vinte il centrosinistra