Ho ricevuto un paio di mail a Condor che protestavano per il mio aver dato dei fascisti a quelli che hanno bruciato le bandiere israeliane e a quelli che hanno costretto Letizia Moratti e suo padre ad andarsene, al corteo del 25 aprile. Gli argomenti della critica erano politici e piuttosto deboli (“basta agitare i fantasmi dell’antifascismo”, diceva una): invece ieri Europa mi ha citato complicemente per aver scritto la stessa cosa su Wittgenstein, obiettando però ancora all’uso del termine, sulla base di un argomento linguistico: “fascisti no, fascisti forse no perché ci pensa già Berlusconi a rovesciare il senso delle parole”
Riporto qui l’accezione – diffusissima e per niente personale – di fascista riportata sul dizionario della lingua italiana Zingarelli:
“Chi tende con ogni mezzo a sopraffare l’avversario, a negare i diritti altrui, e sim. Persona dispotica e prepotente”.
Quelli sono fascisti, date retta