Derogo al tema canonico di questa rubrica, per scrivere di una cosa televisiva in senso letterale, trovandosi su internet. Si è svolta la settimana scorsa a Milano una convention su Wikipedia, quella che si definisce un’enciclopedia online. Ci sono quelli che si cimentano da tempo in dotte discussioni sulla trasmissione del sapere, sulla sua affidabilità, sui modi di gestione delle informazioni. Poi ci sono quelli che semplicemente usano Wikipedia tutte le volte che cercano una cosa che non sanno, per lavoro o curiosità. E infine quelli che non hanno mai aperto una pagina di Wikipedia in vita loro. Ecco, suggerisco a questi ultimi: è solo una questione di abitudine. Poi non potrete più farne a meno. Io ho cominciato tardi, forse un anno fa, perché pensavo di non averne bisogno. Adesso, avere Wikipedia a portata di clic è come avere l’agenda del telefonino, come avere l’iPod. E non vi fate ingannare dal modello dell’enciclopedia: non uso Wikipedia per conoscere le battaglie di Giulio Cesare o i modi di estrazione del carbone (che pure ci sono). Wikipedia è una grande guida alla modernità e al mondo. Fate una prova: prendete un nome che non conoscete su questo numero di Vanity Fair, e cercate su Wikipedia. Poi mi dite.
Vanity Fair