Con la diffusione di serie televisive e film scaricabili piratescamente o meno da internet, molte cose sono cambiate. La crescita del fenomeno lo accelera a sua volta: più utenti mettono online i loro files, più rapido è il download e maggiore la scelta. E questo favorisce ancora di più la familiarità con il procedimento, e così via. Oggi, persino in Italia, molti frequentatori della rete scaricano e guardano la puntata di Lost il giorno dopo la sua trasmissione negli Stati Uniti, o un film che in Italia deve ancora uscire. E per molte di queste cose ci sono anche dei volontari che mettono online i sottotitoli.
Ho trovato su un blog una discussione sul nuovissimo servizio di Amazon, che si è affiancato a iTunes nella vendita di film e serie tv da scaricare immediatamente (per ora solo per gli americani, ma è questione di tempo, succederà come con la musica). La considerazione più interessante e nuova era questa, in risposta a una canonica obiezione sul grande schermo eccetera: il cinema, come esperienza, per quanto mi riguarda è superato. Difatti non vado quasi mai al cinema, fai che mi ci trascinano 1 o 2 volte all’anno. Il resto lo consumo a casa, su un televisore adeguato, coi miei modi, i miei tempi e i miei orari. Le cose cambiano, le persone anche.
Vanity Fair, Suzukimaruti