Il difetto maggiore del “Catalogo dei viventi“, ora che l’ho visto, è la copertina del genere vecchio Mereghetti, che si rovina dalle pieghe dopo poche consultazioni. Quanto ai contenuti (trascuro di aver trovato qualche errore nelle voci a me familiari: ce ne saranno diversi, inevitabilmente), c’è un’eccessiva e inutile indulgenza verso la frivolezza, di cui si compiacciono evidentemente gli autori: ma un’opera così è efficace e nuova quando spiega chi sono Massimo Capuano o Enrico Dindo, del tutto inutile per le voci Rocco Casalino o Sabrina Colle, e superflua nelle ben sei pagine dedicate a Cofferati o D’Alema. Ma ripeto che è un’ottima idea, divertente, e ci sono un milione di notizie