Ministri

“Ma su un punto il programma è davvero piuttosto chiaro. “L’Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di un’unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi nè il loro orientamento sessuale.”

Insomma: sì al riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali, no al matrimonio gay e all’equiparazione tra unioni di fatto e famiglia.

E’ un compromesso, si capisce, un compromesso politico. Rispetto le ragioni di chi vorrebbe una linea più alla Zapatero e quelle opposte di chi teme comunque uno svilimento della famiglia. Personalmente ritengo molto saggio il compromesso raggiunto nel programma, e non soltanto perchè è “unitario”. Soprattutto perchè consente di assicurare diritti e dignità a tante persone che vivono insieme e sono ancora discriminate”

Paolo Gentiloni