Provate a pensare a un grande partito di sinistra che si allea con una compagine di estrema destra per utilità di maggioranze e governo. Susciterebbe dello scandalo, no? Come suscitarono scandalo le indulgenze di alcuni nei confronti di Haider in Austria, o di le Pen in Francia.
Questo scandalo può avere due ordini di ragioni. Uno di tradizioni e di principio: non ci si allea con la destra, non si sta con i fascisti. Ma qualcuno potrebbe obiettare che i tempi cambiano, destra e sinistra anche, e le cose si discutono nel merito.
E il secondo ordine di ragioni è infatti di vistoso merito: non si sta con chi predica la superiorità di alcuni su altri, su chi diffonde intolleranza nei confronti delle minoranze. Nessuna sinistra che si pensi tale, anche nel Duemila, può tollerare simili posizioni, men che mai avvicinarcisi.
Bene.
Oggi i DS, il maggior partito della sinistra italiana e il più credibile, è al governo con il sostegno di persone che reputano gli omosessuali “contro natura”. Domani i DS intendono fondersi con un partito di nobili principi e intenzioni che ha tra i suoi parlamentari persone che PROCLAMANO essere gli omosessuali “contro natura”.
Vogliamo continuare a fregarcene, e fare pezzi di colore sulla storia del cilicio, per paura che vadano in frantumi “fragili equilibri”? C’è un punto in cui la sinistra – a forza di rendersi malleabile in nome dei “fragili equilibri” – smette di essere sinistra? E quel punto si trova prima o dopo la senatrice Binetti?
Vedete un po’: intanto la gente se ne va, dai DS, e di certo non passa alla Margherita