La linea che non c’è

Sofri, quello anziano:

“Caro direttore, ho pensato – posso sbagliarmi – che Mastrogiacomo avesse la testa fasciata da quel turbante, non per vezzo, né per un complesso di Stoccolma a Helmand, ma perché aveva la testa rotta e preferiva non esporla alle fotografie. Questo quanto al punto particolare. In generale, penso, sulla scorta dell’esperienza altrui e mia, che quando si tratti di salvare una vita minacciata davvero bisogni mettere da parte ogni criterio ordinario, con un solo limite insuperabile: non si può scambiare una vita con un’altra. Non si poteva liberare un prigioniero per consegnarlo a chi lo voleva ammazzare. Liberare altri prigionieri, anche se sia inevitabile temere che torneranno a combattere la loro guerra assassina, si può, per la differenza fra un pericolo sicuro e incombente, e uno possibile e futuro. Su questa differenza si fonda l’eccezione della legittima difesa, e dunque l’errore del partito (preso) della fermezza. Dalla stessa idea deriva il proposito, una volta che la minaccia imminente sia stata sventata (o, purtroppo, si sia compiuta), di punirne gli autori, e far pagare loro, se è possibile, un prezzo più alto del vantaggio che si siano assicurati col ricatto. Questa è l’unica accettabile idea di umanità e di forza, credo: dopo di che ogni circostanza metterà il criterio alla dura prova del fatto. Infine, far passare il negoziato teso a salvare una o più vite allo stremo per “diplomazia” è una sciocchezza. E’ semplicemente legittima difesa, dunque va condotta da chiunque in quella concreta emergenza possa contribuire a raggiungere il risultato: raggiunto il quale la vita, e la polizia e la diplomazia, riprendono i loro diritti. Era questa la posta del sequestro di Aldo Moro, e l’assassinio feroce della sua scorta non doveva diventare la causa o il pretesto per sacrificare anche lui. Così come il feroce assassinio di Saied Agha non doveva diventare la causa o il pretesto per attenuare lo sforzo di salvare Daniele Mastrogiacomo e Ajimal Nakshbandi. Chi ha fatto di tutto per salvarli ha fatto bene. Chi vorrà moltiplicare gli sforzi per far pagare caro ai sequestratori il vantaggio infame che si sono guadagnati, farà benissimo”

Il Foglio