Volendo fare lo spettatore ingenuo, ho fatto il conto: dei dieci programmi premiati agli Oscar della TV su RaiUno, sei erano Rai (e tre di RaiUno), due Mediaset e due La7. D’altronde ai Telegatti Mediaset la parzialità è simmetrica. Epperò.
E però la mattina dopo gli Oscar TV molti giornali riportavano di una serata dominata da Mediaset, per via dei premi vinti individualmente da Gerry Scotti e Michelle Hunziker (premiata tra l’altro per il Festival di Sanremo su RaiUno). Uno si chiede come mai la Rai passi ancora per il concorrente sfigato di Mediaset, passati gli anni del glamour berlusconista e appurate le molte crisi di programmi da quella parte là. Uno si chiede come mai nella serata che la Rai contrappone umilmente alla fanfara dei Telegatti, salga sul palco il direttore di Sorrisi e Canzoni – giornale che organizza per Mediaset i suddeti Telegatti – a dare un premio persino là. Uno si chiede come mai la Rai chieda in prestito a Mediaset la conduttrice del suo appuntamento più importante dell’anno, quello del Festival. Uno si chiede come mai la Rai abbia rimosso del tutto un’antica richiesta di esclusiva e offra spazi radiofonici a personaggi che lavorano stabilmente a Canale 5, ultimo dei quali Maurizio Costanzo: che è come se i DS chiedessero a Berlusconi di guidare la loro commissione esteri.
La verità è che non fu il governo di centrodestra a rendere la Rai succube di Mediaset: è un tic.
Vanity Fair