Il Papa ha abolito il limbo. Qui eravamo contrari:
«Ho pensato unaltra cosa, quando ho letto la storia per cui le gerarchie ecclesiastiche starebbero pensando allabolizione del limbo. Ho pensato che fosse una buona cosa, abolire il concetto razzista e incivile – riservato in particolare ai bambini – di destinare arrogantemente qualcuno a un luogo di attesa di giudizio sulla base del suo essere stato battezzato o no. Liberi tutti, via il Limbo.
Ma ho anche pensato che questa notizia potesse essere anche letta come unennesima manifestazione dellinclinazione contemporanea ad abolire tutti i luoghi intermedi, le posizioni complesse, le anomalie di pensiero: o di qua, o di là, basta incertezze e solo perentorie assolutezze. La logica del bipolarismo fa unaltra vittima, il Limbo.
Cè qualcosa di bello, nel Limbo; nellespressione noi stiamo tra color che stan sospesi; nellavere dei luoghi di attesa, di riflessione, di posizioni non prese e decisioni irrevocabili non raggiunte. Bisognerebbe fare solo cose reversibili. Limportante è essere sempre liberi di frequentarli o meno, questi luoghi, secondo la propria scelta, e non secondo quella di qualcun altro.
Quindi ho pensato che bisogna salvarlo, il Limbo, da questa furia bipolarista; e abolire invece il diritto di chiunque di decidere chi ci debba stare. Ci sta chi vuole, e chi vuole va in Paradiso, e poi magari ogni tanto torna a riposarsi un po»