Bisogna anche smettere di dire fesserie a un certo punto. Stamattina La Stampa riporta questa frase di Prodi:
“Io mi auguro moltissimo che ci sia una nuova generazione in politica, ma non vedo nessun giovane che si faccia avanti”
Adesso, questa frase abbonda da tempo sulla bocca degli stolti, declinata in vari modi (“e dove sarebbero questi giovani? Io non li vedo…”). Qualcuno dovrebbe spiegare cosa significhi “farsi avanti”. Cosa deve fare un trentenne per essere legittimato come trentenne di capacità e ambizioni dirigenziali? Presentarsi sotto Palazzo Chigi e schiaffeggiare il premier? Fare domandina in carta bollata? Affiggere dei manifesti? Allestire delle ghigliottine in piazza? Andare a Porta a porta?
La risposta non esiste, perché la frase di cui sopra è nel migliore dei casi data da gente che non guarda un metro oltre il suo portone, e nel peggiore è strumentale e ipocrita. Serve a rimuovere il problema, è paragonabile alla pretesa che le donne in gamba si facciano spazio invece di chiedere quote: è uguale a dire “la mafia non esiste”.
Se da parte di Prodi o dei suoi più lucidi sodali ci fosse davvero la volontà che millantano di fare spazio a qualcuno più giovane di loro, i nomi non mancano. Alcuni li abbiamo suggeriti nella nota proposta, altri ce ne sono e sono ben presenti a chi li voglia usare. Per dire solo di quelli più facili, c’è Matteo Renzi che fa il presidente della Provincia di Firenze, ed è uomo di certo non sovversivo nei confronti dell’establishment, o c’è Ivan Scalfarotto che si è fatto così avanti da partecipare alle primarie, o ci sono Tassistro (complimenti), Fayer e Civati che sono stati votati abbastanza da entrare nei consigli comunali e regionali più importanti del paese.
Nè per loro, ma nemmeno per uno dei giovani-vecchi citati da Parisi, quelli fatti-a-forma-di, che l’establishment ogni tanto esibisce a fingere che stia allevando un rinnovamento, c’è stato un posto nel famoso comitato del PD, per esempio.
Quindi non diciamo fesserie, per favore