Prima che sia troppo tardi (è già troppo tardi, ormai sarà sempre troppo tardi) e con il consueto disincanto sulla capacità dell’establishment di sinistra (Michele Serra ha epocalmente sdoganato l’uso del termine establishment per quella che una volta era la sua classe dirigente) di combinare cose intelligenti o almeno furbe, vorrei far affiorare la questione centrale nella nascita del Partito Democratico, al punto in cui stiamo. E scusate l’accavallamento di parentesi e subordinate.
La questione centrale da cui discende l’ultima chance di farne un partito nuovo e caro agli elettori piuttosto che un catafalco alla deriva, sta nel modo in cui sarà eletta o nominata l’assemblea costituente (piano con le maiuscole, ragazzi, e misura). Una costituente si elegge per suffragio diretto e con il metodo proporzionale su base nazionale.
Lo riscrivo.
Una costituente si elegge per suffragio diretto e con il metodo proporzionale su base nazionale.
Non c’è bisogno di spiegarlo: la creazione di un’istituzione nuova richiede – e questa più che mai – la partecipazione diretta dei suoi potenziali appartenenti, e il riconoscimento delle loro opinioni. Fino a quelle delle ultime minoranze. Poi i meccanismi di decisione del nuovo partito si stabiliranno più in là, e si vedrà se privilegiare altri sistemi. Ma a decidere cosa sarà, devono concorrere tutti quelli che lo vogliono e a cui poi si chiederà il voto.
Ne discendono, altrettanto ovviamente, due cose:
– la prima è che la pretesa di inserire quote di costituenti per nomina regia o di partito preesistente ma morto, è una scelleratezza in cerca di poltrone. Ed è molto probabile che accada
– la seconda è che qualsiasi metodo di elezione che non sia il proporzionale su base nazionale (maggioritari, eventuali collegi, accrocchi vari costruiti a fini di inghippo) è un modo antidemocratico di costruire il nuovo partito. Ed è molto probabile che accada
Quindi basta con le fesserie sulla “novità rivoluzionaria del popolo che va a votare per costruire il nuovo partito”: demagogia ipocrita. Diteci che la costituente sarà completamente eletta con metodo proporzionale su base nazionale, e allora ci sarà materia per parlare di novità