Il nuovo romanzo di Chuck Palahniuk si chiama Rant, e in mezzo a tutto il repertorio immaginativo di violenze, sesso, malattie e turpitudini tipico dell’opera di Palahniuk (che è quello di Fight club e di Soffocare, per capirsi), racconta anche di una particolarissima stazione radio che descrive in diretta con dettagli raccapriccianti le scene degli incidenti stradali. Nella storia, l’idea nasce dalla speranza che gli automobilisti si accontentino del racconto radiofonico ed evitino così di rallentare per vedere lo spettacolo del sangue e delle lamiere, creando gli ingorghi terribilmente tipici delle autostrade di tutto il mondo.
Tornando alla realtà, bisognerebbe fare una riflessione sulle informazioni radiofoniche sul traffico in Italia. E forse un progetto che rimuova la necessità delle informazioni sul traffico sparpagliate a orari fissi. Di sapere se c’è una coda, tu non ne hai bisogno alle 11 e 30, e alle 12 e 30, e alle 15, eccetera. Ne hai bisogno nel momento in cui ti metti in viaggio: oppure nel momento in cui ti blocchi in una coda e vuoi improvvisamente sapere quanto è lunga quella coda. Le informazioni radiofoniche sul traffico sono un servizio eccellente ed essenziale: basterebbe averle sempre, su un canale dove sai che puoi trovarle ogni volta che vuoi e che si riceva ovunque. Quel canale esisterebbe, e si chiama Isoradio. Ma si riceve ovunque? E ha una programmazione complessiva attraente ed efficace?
E se è vero che ci sono informazioni stradali con cui è opportuno cercare di raggiungere anche gli ascoltatori che non fossero sintonizzati su Isoradio, è anche vero che oggi la tecnologia offre molti nuovi modi per farlo senza interrompere i programmi con gli Ondaverde e simili (e tutta la cerimonia delle sigle) che non interessano alla gran maggioranza degli ascoltatori.
L’ascolto della radio in macchina è il bacino più importante dell’ascolto radiofonico: forse sarebbe ora di investirci qualche pensiero che vada oltre una vecchia funzione di servizio insufficiente.
Vanity Fair