If I had a Hummer

Il lettore di Internazionale, secondo una mia personalissima analisi, può essere di due tipi. Tipo A, una persona normale a cui piace perché è un bel giornale, pieno di storie e cose da leggere, che spiega il mondo, e soprattutto senza fesserie di quelle che stanno sugli altri giornali. Tipo B, un infodipendente un po’ fighetto, a cui piace Internazionale perché fa far bella figura senza essere palloso.

Venendo all’oggetto della rubrica di oggi, il tipo A non ha idea di cosa sia un Hummer: lui è una persona normale. Mentre il tipo B lo sa. Oggi questa rubrica è di servizio per il tipo A, che verrà informato, e demagogica per il tipo B, che leggerà ciò che va pensando da un pezzo (sarà mica l’unica, no?).

Lo Hummer nacque come mezzo militare prodotto da una società poi acquistata dalla General Motors e usato dagli americani nella cosiddetta operazione Desert Storm. Poi, quindici anni fa – la leggenda vuole su insistenza di Arnold Schwarzenegger -fu messo in produzione per uso civile. È un auto pratica per operazioni impegnative ma orrenda, al cui cospetto i famigerati SUV paiono giardinette, via di mezzo tra un cellulare della polizia e un robot quadrupede di Guerre Stellari. Naturalmente la stupidità dell’operazione commerciale attirò i tipi umani conseguenti, e usi ridicoli nel traffico cittadino. Consuma un botto, ed è diventato di culto tra ricchi rappers, gangsters moderni e calciatori europei.

Potrebbe essere quindi apprezzato l’impegno di Fergie dei Black Eyed Peas, che tormentata dal rimorso ambientalista, ha messo in vendita il suo Hummer su eBay, e siamo a 63mila dollari. Certo, giù da un dirupo sull’oceano avrebbe fatto un effettone.

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