“Se mi votano tutti quelli che incontro e che mi dicono che mi voteranno, chi l’ha detto che vince lui?”. La frase di Rosy Bindi a proposito dei risultati delle primarie è illuminante su un meccanismo diffusissimo per cui tutti noi pensiamo che il mondo sia la nuvoletta che ci circonda, e che non ha più di qualche metro di diametro. Pensiamo che la statistica non abbia regole e criteri, e che la realtà sia la nostra percezione di un angoletto della realtà. Riceviamo una lettera di complimenti, un saluto per strada, un abbraccio da un amico, e pensiamo che il 100% dei lettori siano entusiasti, che il 100% della gente ci trovi simpatici, che il 100% dei nostri conoscenti ci vogliano bene. Come quelli che analizzano il mondo a partire dalle lettere ai giornali, o dalle telefonate in onda (o dai commenti sul blog).
Viviamo tutti in microcosmi, e in microcosmi che ci assomigliano, convinti al massimo che il nostro microcosmo sia più grande dei microcosmi degli altri. Per fortuna, ogni tanto qualcuno fa un giro fuori e scopre il mondo, a costo di prendere degli schiaffi, rinfrescanti: Rosy Bindi avrà questa fortuna già lunedì, comunque vada