Non so se abbia ragione Gianluca Neri (sottratto sempre più raramente alla scrittura di post su giovani discinte o su concorsi piliferi) e se la storia pubblicata ieri sul Corriere a proposito del fatto che Padre Pio si procurasse delle stimmate con l’acido comprato in farmacia sia davvero una notizia.
In un mondo normale, forse no. Per me, per esempio non lo è. Non ho mai ritenuto una notizia l’eventualità che Padre Pio compisse dei miracoli (nel senso che tendo a dubitare che fosse fondata) – mentre lo è di certo il fenomeno di padrepiizzazione di pezzi del nostro mondo – e non si vede perché dovrebbe colpirmi una spiegazione come un’altra di una piaga su una mano. E se quella piaga ha fatto bene a qualcuno in modi a me estranei, ben vengano le farmacie (certo, ha fatto anche parecchio male, in termini di rincretinimento sociale).
Insomma, è una vecchia e faticosa questione: scendere sul terreno della discussione con la logica e la sensatezza anche quando questa discussione prescinde completamente dalla logica e dalla sensatezza? Un conto è dibattere il senso e le ragioni della fede, un conto sono le stimmate e le madonne che piangono. Il rapporto tra scienza e fede è questo: la scienza spiega perché esiste la fede. Il resto sono acidi
Corriere della Sera, Macchianera
p.s. sull’aria bigotta che tira, altro che padre Pio, Filippo Facci ha scritto un bel pezzo per il Giornale