Incompetenze

Con la televisione, può capitare di distrarsi un attimo e pagarne le conseguenze tutta la vita. Da ragazzo non guardai “Drive in”, e rimasi tagliato fuori dalle battute dei miei coetanei per anni (“Has Fidanken”? Ma che voleva dire?).

Da un po’ mi capita ogni volta che passo da RaiUno prima di mezzogiorno: da qualche anno c’è un omino con i baffi che parla di lenticchie o ravanelli. Ma chi è? Come si chiama? Non è neanche tanto giovane: cosa faceva prima? Nell’imbarazzo di essere tagliato fuori da qualche fenomeno molto popolare, cambio e metto RaiTre, dove almeno poi arriva Augias.

Ieri mi è successo di nuovo: in un’altra fascia oraria notevole – le otto della sera, su RaiDue – mi sono imbattuto in un giovanotto ignoto. Ho chiesto a mia moglie, che di solito mi spiega tutto, ma anche lei non ne sapeva niente. Il giovanotto conduceva un gioco in cui i concorrenti dovevano rispondere a domande tipo “il cugino del cammello?” (“dromedario!”), e sembrava voler sfacciatamente imitare il successo del personaggio Insinna: stesso modo romanesco di condurre, stesse camicie tendenti all’anarchia, stesso fisico robusto (un po’ più robusto, in questo caso). Per non restare indietro, stavolta, mi sono informato: lui si chiama Enrico Brignano, e ha recitato nell’ultimo raffinato film di Vincenzo Salemme. Il cerchio Has Fidanken si chiude.

Vanity Fair

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