Adoro quest’uomo

Se dovessi fare una parodia dell’enfatico e unico stile di Vittorio Zucconi (“Vottorio”, lo chiama oggi il suo giornale), mi inventerei una cosa così:

“dal nostro inviato

Charleston (South Carolina) – L’avevo visto volare appena due settimane fa, il “cigno nero” che ha fatto sognare mezza America, con le sue grandi orecchie a sventola spiegate come ali contro le nevi del New Hampshire, quando sembrava l’uomo del destino. Poi Hillary pianse, le donne si commossero, i bianchi si ricordarono di essere bianchi e lui perse malissimo. Lo rivedo oggi, Barack Obama, tornato nero ma non più cigno, fra i fratelli neri del Sud, con le ali bucherellate dalla contraerea clintoniana, le orecchie che sembrano più mosce, gli occhi un po’ melanconici di chi sa che se oggi, nelle primarie democratiche della Carolina del Sud dove per la prima volta voteranno migliaia di neri, non stravincerà contro i Clinton, il suo volo finirà come l’avventura di Icaro.”


(è Zucconi vero, oggi)