Non-li-voto

Massimo Mantellini dice che non vuole votare il Partito Democratico: ha ragioni da vendere, e io ho la sua stessa opinione da molti anni. E spesso non ho votato, per insofferenza del ricatto sennò-vince-Berlusconi che ha legittimato governi mediocri e pigrizie conservative di sinistra.

Se questa volta forse voterò, sarà invece perché questa volta mi pare che un barlume di sparigliamento sia partito, malgrado le Binetti eccetera. Perché mi pare che la logica vincere-a-tutti-i-costi non stia prevalendo, e che un faticoso e lungo progetto di fare le cose bene stia provando a partire.

Come ho già scritto, se Veltroni tiene fede a quel che dice – e finora lo sta facendo, ma i cedimenti sono in agguato ogni giorno – sono disposto a non essere capricciosamente perfezionista e a tollerare sacche di cialtroneria e fascismo, piccoli colpi di coda.

Ma non penso si possa dar torto a Mantellini, e quindi mi limito a proporgli (e a chiunque sia interessato): non vogliamo provare a pensare a farlo diventare più simile a noi, questo PD, piuttosto che lasciarlo rosicchiare da quelli più distanti da noi?

Mantellini