Giuseppe D’Avanzo

Giuseppe D’Avanzo (Napoli, 10 dicembre 1953) è un giornalista italiano, che attualmente scrive sul quotidiano La Repubblica.
Laureato in filosofia e giornalista professionista, dopo aver lavorato al Corriere della Sera, nel 2000 è approdato a La Repubblica. Ha curato con il giornalista Carlo Bonini, suo decennale collaboratore, i principali scoop investigativi nei quali la cronaca nera s’è incrociata con la politica, soprattutto estera e militare.

Nel casino del caso Tavaroli di questi giorni, le due cose più leggibili sono state quelle personali: la lettera incazzatissima di Fassino a Repubblica che usava il verbo “sputtanare”, e il tentativo di giustificarsi di Peppe D’Avanzo con l’argomento “guarda che è capitato anche a me”. D’Avanzo raccontava di come una calunnia sul suo ricever soldi da De Gennaro sia arrivata fino a un’interrogazione parlamentare da parte di Francesco Cossiga e su Wikipedia. La formula che si trova oggi sulla pagina di Wikipedia dedicata a D’Avanzo è questa:

”Spesso, le inchieste del team Bonini-D’Avanzo hanno fatto discutere. Probabilmente per reazione a tale ricca messe informativa, s’è più volte affacciata l’ipotesi che D’Avanzo e Bonini abbiano fonti direttamente nel mondo degli agenti segreti. Tale “fisiologico” precipitato delle rivalità tra testate ha registrato un’impennata dopo la scoperta (nel caso Telecom-Sismi) che il giornalista Renato Farina era a “libro paga” del Sismi: Francesco Cossiga ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui si chiede se D’Avanzo e Bonini siano con l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro in rapporto di giornalista-fonte, o se invece dal secondo ai primi vi sia stato passaggio di danaro”.
La cosa strana è che il passaggio fu inserito già praticamente identico da chi creò per la prima volta questa pagina, l’11 giugno 2007 (i successivi aggiornamenti e modifiche di Wikipedia sono consultabili da tutti). Se non mi sfugge qualcosa, tra l’altro, ciò che dice Wikipedia non è in sé calunnioso – benché non mi sfugga il potere di una balla anche se esposta avvisando che forse è una balla -, riportando come fatto l’interrogazione parlamentare di un senatore della Repubblica: chi si occupa di Wikipedia definisce “non enciclopedico” il tipo di informazione vera ma di dubbia rilevanza o senso nell’ambito trattato. Si può discutere se la scelta di riportare quel fatto sia quindi stata opportuna o no: ma di certo non se si usano gli argomenti esposti da Repubblica in questi giorni sulla necessità di raccontare tutto e non nascondere niente: allora lo è senz’altro, no? Tant’è vero che da allora né D’Avanzo né nessun altro ha ritenuto di intervenire per chiedere la rimozione o la modifica del passaggio (avrebbe potuto farlo anche personalmente in pochi secondi).
Ma ho voluto capire se era vero – come ha raccontato D’Avanzo – che la storia fosse stata messa su Wikipedia da un computer del Senato. E anche questo è facile da riscostruire. La voce “Giuseppe D’Avanzo” di Wikipedia è stata creata come dicevo l’11 giugno del 2007. E l’indirizzo IP del computer che l’ha creata è in effetti registrato al Senato della Repubblica. Perché qualcuno dentro il Senato dovrebbe non solo mettere in rete un’affermazione che accusa un gionalista, ma addirittura creare una pagina di Wikipedia dedicata a quel giornalista in generale? Probabilmente la seconda cosa è legata alla prima: lo stesso indirizzo IP ha pochi minuti dopo creato anche la voce “Carlo Bonini”, che è ancora più parca: sette righe di cui quattro dedicate alle “critiche sulle fonti” di Bonini, in questo caso assai più pretestuosamente che in quello di D’Avanzo.  Certo, si scopre anche che i computer legati allo stesso indirizzo (e quindi sempre all’interno del Senato) sono intervenuti negli ultimi tre anni su una massa notevole di voci, con più di seicento inserimenti. Solo alcuni esempi: Tagliacozzo, Big bang, Total, villa Adriana, Stefano Passigli, pallamano, Francesco Cossiga, esogeno, Bettino Craxi, Fratelli Wachowski, Lio, Il nome della rosa, Eugenio Scalfari, Jaco Pastorius, Enrico Deaglio, Punjab, solecismo, Giulia Steigerwalt, Arte cinese.

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