Grandi battaglie civili

Adesso, per un po’ uno può anche portar pazienza, per indulgenza e pragmatismo politico: ma visto quel che ci sta costando, sarebbe il caso di dire che l’insistenza sulla candidatura di Leoluca Orlando alla presidenza della commissione di vigilanza Rai non ha nessuna ragione logica sensata se non l’andare incontro alle pretese di spazio del partito di Di Pietro. Orlando – brava persona senz’altro – non ha competenze specifiche che riguardino la comunicazione o la televisione, e non rappresenta certo una visione moderna né di questi settori né della politica. La sua scelta – motivata dalle suddette ragioni di bassa trattativa partitica – è l’esempio peggiore di una concezione vecchia e fallimentare del rapporto tra Rai e politica. Il Partito Democratico dovrebbe avere la schiena dritta e scegliere qualcuno che sappia qualcosa di cos’è la televisione e cosa dovrebbe essere, piuttosto che un megafono a cui affidare le ridicole proteste per il troppo poco spazio dato ai suoi nei telegiornali.

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