Diario di suoni estivi, mentre si aspetta che esca il disco nuovo di Randy Newman. I palinsesti radiofonici delle vacanze – con l’eccezione di Scatole cinesi e Trame, su RadioDue – sono piuttosto raccapriccianti. Per fortuna Linus e Nicola Savino su Radio DeeJay non mollano mai. Nel resto del tempo sto in certi bar connesso con la chiavetta USB come nelle pubblicità alla tele, e le cuffie per non ascoltare i suddetti palinsesti emessi per allontanare la clientela. Dentro le cuffie sento il nuovo disco di Micah P. Hinson, cantautore americano con formidabile vociaccia e trascorsi burrascosi di cui parlammo qui altre volte, ma anche i vecchi dischi degli Eels. Perché il loro cantante, Mark Everett, si è scritto una sbilenca autobiografia piena di lutti tremendi e passione per la musica, che si legge molto piacevolmente. E che mi ha convinto a sperimentare una strategia dell’ordinazione praticata da un suo musicista, che al cameriere del ristorante dice sempre “surprise me”: mi faccia una sorpresa. Delle volte gli va malissimo, ma altre scopre cose deliziose che non avrebbe mai ordinato. È un po’ quello che si può fare con la musica dai tempi della sua grande accessibilità online. Il disco di Carla Bruni regge due buone canzoni – come quello dei Coldplay, diciamocelo – poi declina inesorabilmente fino alla temuta versione del Vecchio e il bambino. Quella i Coldplay grazie al cielo se la sono evitata. Gli uccellini cinguettano. L’estate sta finendo.