Il pubblico non era stupido, prima

All’inizio di “Ricomincio da capo”, il meteorologo televisivo Bill Murray spiega cinicamente a Andie McDowell che tutte le sue illusioni sulla bellezza di una festa popolare in una piccola cittadina americana sono ingenue e mal riposte: “alla gente piace il sanguinaccio”.
Nella sua dipendenza dal giudizio del pubblico la tv ha trascinato anche il giornalismo televisivo, che ha sacrificato ogni pretesa di qualità, informazione corretta, verità e obiettività in cambio di una cifra percentuale che gli consenta di sopravvivere. Dove ogni tanto appare buon giornalismo, è perché gli si è radunata intorno una quota di spettatori che guarda la pubblicità in mezzo. Persa ogni misura, alcuni hanno cominciato a difendere la mediocrità del proprio lavoro giornalistico indicando il successo di pubblico come metro del suo valore. Alla gente piace il sanguinaccio.
Adesso vediamo che la stessa cosa si stia compiendo nei giornali di carta, un tempo giudici sdegnati della qualità dell’informazione televisiva. Infogogia, è il nuovo giornalismo. E a spiegarlo bene fu Indro Montanelli, in una lezione del 1997, pubblicata qualche giorno fa sulla Stampa per ricordarlo.
“Noi avremo un giornalismo sempre peggiore perché sempre più in cerca di audience, sempre più in cerca di pubblicità e quindi sempre più portato ad assecondare i peggiori gusti del pubblico, invece di correggerli. Intendiamoci, il pubblico è sempre il nostro padrone, non si può prenderlo di petto ma lo si deve educare”

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