Il lato buono di Noemi

I buoni auspici del direttore del Secolo, Flavia Perina.

Per l’eterogenesi dei fini così comune in politica, sarà difficile per il centrodestra tornare a rifugiarsi nel bacchettonismo moralista che ha costituito fino a ieri una delle sue “cifre”. Dopo aver difeso il diritto delle ragazze a usare come credono il loro corpo e la loro immagine, il diritto del premier alla felicità anche fuori dal canone matrimoniale, il diritto al privato a qualsiasi privato – degli individui, che non può essere oggetto di pubblica sanzione, si dovrà avere il coraggio di applicare le stesse categorie alle vite normali dei normali italiani. La riscoperta della vena libertaria e garantista che pure fu tra i riferimenti forti del centrodestra originario non potrà che far bene al Pdl. La spudoratezza dell’affaire Noemi restituirà un po’ di pudore alla politica anche quando incrocia il tema della famiglia, bene supremo, certo, per chi ha la fortuna di averne una felice, ma forse non così assoluto per chi ha un matrimonio problematico o fallito, compresi i molti che non possono consolarsi delle loro disgrazie con belle feste in location da sogno. La prossima volta che si discuterà, per dirne una, dei diritti dei figli nati fuori dalle nozze a contesto di coppie non sposate, è immaginabile che l’idea di strangolare il dibattito appellandosi ai Valori con la maiuscola venga lasciata in un cantuccio, fra le cose che si potevano fare “prima” ma che ora suonano false e anche un tantino ridicole.

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