Notizie che non lo erano

Qualche giorno fa un uomo di nome John Robert Barnes, residente nel Michigan, si era presentato alla polizia sostenendo di essersi convinto di essere Steven Damman, un bambino scomparso misteriosamente a New York nel 1955. Ampio spazio alla storia sui giornali di tutto il mondo, con interviste ai genitori di Steven in ansia e sconvolti da questa eventualità.
Ieri l’FBI ha annunciato che la prova del DNA ha escluso che l’uomo sia Steven. Contemporaneamente sono saltati fuori il suo certificato di nascita (il bambino Steven era nato ben tre anni prima) e il vero padre di Barnes che ha dichiarato la storia una fesseria. Fine della notizia.
Due settimane fa il ministro del turismo Brambilla ha mostrato al TG4 l’immagine di un nuovo misterioso logo dedicato all’Italia e alla sua comunicazione. Un oggetto graficamente a metà tra il simbolo di un sex shop e quello di un’azienda di pasta di grano duro, molto criticato e irriso nei giorni successivi anche solo per il suo messaggio: “Magic Italy”. Lo stesso Silvio Berlusconi ha confermato poco dopo: “Stanotte ho varato il marchio ‘Magic Italy’ per rilanciare il turismo in Italia”. Tre giorni fa su Repubblica il ministro si è invece corretta: “non è il logo dell´Italia ma solo un frame di un´animazione che sarà inserita in coda agli spot destinati all´estero. E comunque è solo una bozza”. E nell’articolo si dice che lo stesso ministro “ricorda il fallimento del portale Internet “Italia.it”, pensato dal governo Prodi e «costato 43 milioni di euro»”. Solo che quel portale e quel fallimento furono invece “pensati” dal ministro Stanca durante il precedente governo Berlusconi (la maggioranza successiva lo chiuse, piuttosto, non riuscendo a risollevarne le sorti).