Nel 2005, assieme a Claudio Caprara, ci convincemmo che le prime primarie della storia politica italiana fossero – malgrado la prevedibilità del risultato – un’occasione di competizione spettacolare che meritava di essere sfruttata. Per la prima volta c’era una gara politica del genere, ristretta ma con candidati assai diversi e su temi assai vari: era la versione davvero reale e significativa di un reality show. Assurdo che nessuna rete ne sfruttasse il potenziale televisivo. Così mettemmo su una serie settimanale di talkshow con i candidati e altri ospiti notevoli, su quella che allora era Nessuno TV (ora RED). Con i mezzi che c’erano, e io a condurre: ma approfittammo del fatto che eravamo gli unici a farlo, e andò piuttosto bene. Per gli appassionati del genere, ci fu anche l’ospite che abbandonò lo studio (un mastelliano, vatti a ricordare perché) e la tensione con l’incappucciato che accompagnava la candidata dei centri sociali.
Questo per chiedere se sono solo io che trovo abbastanza assurdo che il tanto discusso confronto tra i candidati alla leadership del PD avvenga oggi pomeriggio alle 15 e in onda solo su YouDem. O forse invece è solo un sintomo di come vengano fatte le cose, ora come allora.
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