Mercoledì sera a Ballarò ha telefonato Silvio Berlusconi e ha detto di aver assisitito al “festival della calunnia” e di voler smentire le “falsità” dette sul suo viaggio in Russia. “Primo: in Russia sono stato un giorno”, ha detto. Poi però ha raccontato di essere arrivato giovedì sera e di aver “lavorato con Putin” ancora sabato mattina, prima di partire. Già questa ricostruzione è un po’ contraddittoria: definire “un giorno” un periodo che si avvicina alle 48 ore e attraversa tre date successive è una discreta forzatura.
Ma Berlusconi ha anche sbagliato date e tempi: a Mosca non era arrivato “giovedì sera” ma mercoledì alle 17 e 30 italiane, come raccontato dai giornali italiani e da quelli russi nelle edizioni di giovedì mattina. Ed è tornato in Italia venerdì “nel tardo pomeriggio” (così le agenzie), dopo il rinvio di cui si è molto discusso perché attribuito ad avverse condizioni meteorologiche (che molti hanno sostenuto inesistenti, alludendo a ragioni diverse per il ritardo). Ma in Russia, comunque, Berlsuconi non è stato “un giorno”.
Diversi giornali e siti di news avevano scritto della possibilità che Ilary Blasi fosse incinta. Possibilità che già potrebbe definirsi non notizia anche se fosse stata fondata.
Ma era falsa. Il video di Ilary Blasi che sviene in centro a Roma, che aveva innescato il dibattito, si è rivelato una bufala costruita dalle Iene, e poi svelata nella successiva puntata del programma: in cui Ilary Blasi ha annunciato di non essere “in dolce attesa” (termini tuttora usati dal giornalismo di genere, insieme a “bebé”). Il solito allarmismo.