Una laica proposta

A me la cosa della tradizione, e della sensibilità, eccetera, pare un argomento sensato. Benché ritenga assolutamente priva di senso logico e giuridico la presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche, non me la sento di avallare una rimozione drastica, improvvisa e che suoni violenta e prepotente presso coloro che a quel crocefisso tengono.
Peraltro, mi pare interessante anche verificare quanto davvero il rispetto di quella tradizione sia sentito e vissuto come proficuo e necessario da alcuni italiani. Quindi propongo un’idea di compromesso e moderazione, che apra il dibattito e conduca a una scelta ponderata, piuttosto che all’esecuzione di una normativa corretta ma improvvisa.
Togliamoli per un anno: e tra un anno ridiscutiamone. Una moratoria, come si fa nei casi di scelte ritenute giuste ma che trovano legittime resistenze. Vediamo quali saranno state le conseguenze, quali i danni culturali, quali la perdita di identità nazionale e lo spaesamento di bambini e genitori (nei casi di evidenti singoli traumi gravi prima del tempo, consentiamo la reintroduzione preventiva in quelle aule: non siamo degli irresponsabili).
Io dico – senza le dovute proporzioni: dico davvero – che sarà come per il divieto di fumare nei locali pubblici, che sembrava una violazione delle libertà individuali da cui non ci saremmo più risollevati, anticamera della catastrofe sociale e culturale. E mi pare che ora siamo piuttosto soddisfatti e non torneremmo indietro. Ma magari mi sbaglio: andiamo a vedere.

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