“Dove andremo a finire, signora mia”

Ultimo di una lunga fila – dentro la quale zigzaga ogni tanto anche il titolare, qui – Giovanni Sartori oggi scrive sul Corriere della Sera che la tecnologia e i tempi ci stanno facendo perdere la capacità di concentrarci, e che il multitasking è un’illusione: si fanno molte cose insieme, ma si fanno peggio.
E va bene, la discussione è assai più avanti di così ma non importa. Quello che invece è interessante nel pezzo di Sartori è questo passaggio:

Il progresso della tecnica è inevitabile. Ma deve essere contrastato quando produce l’homo stupidus stupidus

Il fatto che nel resto dell’articolo non si dia seguito a questa proposta mi conferma nel mio pensiero: che non si “contrasta” un bel niente. Che la riduzione delle perdite indotte dai cambiamenti si ottiene con una approfondita e lucida comprensione dei cambiamenti e dei “barbari”, e la ricerca di terreni comuni e adattamenti proficui.
Ma pensare di “contrastarli” – contrastare il progresso della tecnica, poi! – è ridicolo: come dimostra che nessuno si azzarda a spiegare come.

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Un commento su ““Dove andremo a finire, signora mia”

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