Il titolo comparso ieri sulla homepage del Corriere della Sera vale da solo mille notizie che non lo erano, mostrando un nuovo modo di intendere l’informazione: “L’attore Russel Crowe è morto, ma non è vero”.
La storia – se siete curiosi, a questo punto – è che in rete ieri è stata a un certo punto equivocata la morte di un omonimo dell’attore. Fine.
Qualche giorno fa l’ADNKronos ha annunciato l’avvenuta nascita del ventunesimo figlio del presidente africano Jacob Zuma (poligamo, attualmente ha tre mogli). Ma si è sbagliata, confondendosi con la notizia che una delle mogli è incinta, e il padre è probabilmente un altro uomo. Il bambino comunque – di Zuma o no – nascerà a settembre.
Continua a circolare in rete una campagna contro un emendamento (promosso dal senatore D’Alia) che avrebbe limitato la libertà dei blog e dei siti internet: l’emendamento fu proposto e discusso l’anno scorso e poi modificato e di fatto annullato. Però la catena di sant’Antonio che lo attacca continua a essere rinnovata, e ogni tanto qualche inavveduto giornalista riprende la notizia dell’emendamento come se fosse nuova. Questa settimana ci è cascato un giornalista del Fatto.
Mercoledì l’Ansa ha annunciato che tra un secolo o due “il Sistema Solare entrera’ nella ”Bolla locale’, una zona della Via Lattea che e’ una ‘fornace’. Si tratta di un’area ad alto rischio per la pioggia di radiazioni cosmiche”. Non si capiva bene cosa volesse dire e se dovessimo allarmarci. L’Ansa aveva infatti trascurato di riprendere – dalla notizia data da un sito americano – il passaggio finale: “«Niente di strano, il Sole attraversa di frequente varie nubi di gas interstellare durante il suo viaggio galattico. Una volta entrati, l’eliosfera potrebbe cambiare leggermente forma o accorciarsi un po’, ma niente di più»”.
2 commenti su “Notizie che non lo erano”
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Si, che poi con tutti i c**zi che c’abbiamo, ci manca preoccuparci per quello che avverrà fra “un secolo o due”.
A Parigi si dice, “beato chi c’ha ‘n occhio”!
Ma scusa, il “giornalista del Fatto” non era Travaglio, che poi si è anche scusato?