Amore e guerra

Tre mesi fa, quando Franco Pagetti mi fece vedere molte delle sue più recenti foto fatte in Afghanistan per scegliere quelle di Jamaloo da pubblicare sul Post, mi colpì in particolare un’immagine della serie scattata nell’ospedale dei soldati americani di Bagram. Alcuni vengono curati in arrivo dalle zone di guerra, altri sono in attesa di essere portati in Germania per cure più adeguate alle loro condizioni. Le foto erano spesso piuttosto forti, ma questa conteneva un elemento che si presta a molti pensieri ed emozioni. Il ferito sta venendo accudito da medici e infermieri e ha incollata su un fianco la cartella clinica che gli è stata scarabocchiata a mano probabilmente nell’infermeria di provenienza. In coda alle analisi mediche, gli hanno disegnato un cuore e un saluto. La foto è stata scattata il 14 gennaio 2010, e oggi ho visto che l’Espresso – che aveva comprato saggiamente la serie di foto – l’ha messa in homepage, realizzandone la forza: e meno male che in Italia ci sono ancora giornali che comprano fotoreportage di guerra.

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