Notizie che non lo erano

Questa settimana le notizie che non lo erano sono state raccontate meglio di me dal direttore del settimanale Internazionale Giovanni De Mauro, nel suo editoriale: “Alcune cose che tutti hanno visto alla manifestazione per il diritto alla casa, sabato 19 ottobre a Roma: settantamila persone con passeggini, bambini, anziani, intere famiglie, cani, palloncini, sole, alcuni negozi aperti, fischietti, tamburi, bandiere (soprattutto rosse), striscioni, cartelli colorati, maschere di Guy Fawkes, camion con casse da cui usciva musica, tende, biciclette.
Le uniche cose che alcuni giornalisti dicono di aver visto: esplosivo, città blindata, zona rossa, wargame, paura, clima di guerriglia, arsenali, manganelli, biglie, martelli frangivetro, assalti ai bancomat e agli esercizi commerciali, carrelli dei supermercati da usare come arieti per rompere i blocchi delle forze di polizia, macchine idropulitrici per spruzzare di vernice le visiere dei caschi degli agenti, bombe carta di varia potenza in arrivo da Napoli, scontri, tafferugli, black bloc, manifestanti incappucciati, vetrine di banche sfondate, sassi, petardi, fumogeni, cariche, cariche di alleggerimento, incendi di cassonetti”.
Chiunque non fosse a Roma, sabato scorso, e si sia informato sugli eventi della giornata andando sui maggiori siti di news italiani si è convinto che a Rome fosse in corso una specie di guerriglia urbana. Anche diversi romani hanno ritenuto di limitare i loro movimenti dopo le informazioni raccolte su quei siti, che aprivano le loro homepage con titoli e descrizioni di violenze e scontri da anni Settanta. De Mauro ha contrapposto a queste ricostruzioni testimonianze radicalmente opposte, ma anche chi si sia imbattuto negli isolati momenti di controllata tensione della giornata, ha trovato ridicolo e dissennato il modo in cui sono stati descritti agli italiani.
Due giorni dopo diversi siti di giornali e agenzie hanno raccontato di un “lancio di pietre e uova” contro l’auto del ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza dopo una contestazione di studenti a Rende, in Calabria. Ma il ministro ha scritto su Twitter “posso assicurare che nessuno studente mi ha lanciato uova o pietre contro la macchina” e nessun ulteriore dettaglio o conferma della notizia è emerso successivamente.